Mahmood

Star all’improvviso: ecco a voi Mahmood

Mahmood, all’anagrafe Alessandro Mahmood. Chi è questo cantante di cui sentiamo parlare così tanto negli ultimi tempi?

Per introdurlo, iniziamo col dire che, se speravate di trovarlo tra le pagine di gossip e riviste patinate, vi sbagliate: lui vuole essere conosciuto solo e soltanto per la sua musica, non per la sua vita privata. Preferisce che i fan si concentrino solo sul suo lato artistico, non su altro.

Forse potreste averlo già sentito nel 2012, quando partecipò ad XFactor, ma con scarso successo. Da allora ha fatto molta strada, ed oggi è pronto a calcare uno dei palchi più importanti a livello internazionale: quello dell’Eurovision Song Contest, per rappresentare l’Italia, a Tel Aviv, nel mese di Maggio.

Tutto questo grazie alla recente vittoria al Festival di Sanremo.

Proprio Sanremo è stato per lui un successo improvviso, dopo molti anni di gavetta. Come ripete sempre, Mahmood non si rende ancora conto del successo e anzi, lo trova molto strano, facendo quasi fatica ad abbituarsi.

Sulla scia del suo successo, ha lanciato da poco il suo primo disco, intitolato “Gioventù Bruciata”, contenente molte canzoni da lui definite “Marocco Pop”. Tra tutte queste, è presente anche il brano vincitore del Festival, “Soldi”. Con questo nuovo album porta un mix tra soul ed R&B, poco diffuso in Italia. All’interno, due collaborazioni: Fabri Fibra e Gue Pequeno.

Le canzoni raccontano la famiglia del cantante, la sua città (Milano) e l’incontro di culture.

Casa sua è la periferia milanese: quando va in centro non si sente a suo agio. Tutto ciò viene cantato nei suoi testi, che lasciano intravedere una certa malinconia di fondo in quasi tutte le tracce del disco.

Curiosità: la copertina del disco riprende la nota scena del latte tratta dall’omonimo film di James Dean, “Gioventù Bruciata”, dove il protagonista beve da una bottiglia di latte, molto simile a quella in copertina. Mahmood percepisce la stessa malinconia che anche il protagonista del film sente. Malinconia che viene cantata tra ritmi arabeggianti-orientali ed un timbro tra il caldo e il metallico.

Ma Mahmood non è solo cantante: funziona anche in veste di autore, ruolo che gli ha regalato molti successi. Ha scritto canzoni come “Hola (I Say)” di Marco Mengoni, “Luna” di Fabri Fibra, “Presi Male” di Michele Bravi, e la nota hit estiva “Nero Bali” di Elodie.

Sebbene il suo curriculum sembri essere quello di una futura e promettente popstar, Mahmood non ha l’ambizione di riempire stadi e tenere concerti con migliaia di persone. A lui basta vivere di musica nel suo futuro, e solo così si sentirà realizzato.

E voi che ne pensate?

Giada Crivellaro

Giada Crivellaro nasce a Noventa Vicentina il 23 Novembre 1998. Appassionata di comunicazione e scrittura decide di approfondire questi due ambiti studiando Scienze della Comunicazione all’Università di Padova. Attualmente al secondo anno, si diverte a scrivere articoli riguardanti musica italiana e non per blog studenteschi e Radio Music Free.